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1 dicembre 2011

Com'è profondo il mare



Sono sceso in calabria dopo mesi di Lontra, sono arrivato un venerdì sera e il giorno dopo ero già al mare.




Non mi era mai mancato il mare in questi mesi, avevo nostalgia degli affetti, degli affettati anche (qui il San Daniele non sanno cosa sia) e del sole, ma nostalgia del mare mai, la nostalgia del mare arriva quando lo rivedi, o perlomeno, a me è successo cosi.

Un sabato mattina di qualche settimana fa, quindi, sono sceso al mare da solo, mi sono levato le scarpe, arrotolato i pantaloni alla "zuava" e l'ho salutato nell'unico modo adatto per salutare il mare, entrandoci dentro.

Ho immerso i piedi in un'acqua fresca e limpidissima che ha iniziato a pungere come milioni di spilli prima di diventare calda e piacevole.

E così, come un vecchio amico, il mare ha ricambiato il saluto, avvolgendomi le gambe, schiumando attorno alle mie dita e trascinando sabbia sottile tutto attorno ai miei piedi.


Sono rimasto cosi, passeggiando sul bagnasciuga per circa un'ora. Mi sono goduto il sole e il rumore delle onde. In quell'istante ho capito le persone che, dopo un anno di città, tornano in Calabria e rivedono il mare. 


Ho capito i miei cugini romani, i parenti di Reggio Emilia, ho capito come possa mancare tanto il mare a chi, per un anno o più, vede solo palazzi e montagne.


Per portarmene un po' a casa l'ho filmato, eccone un pezzetto ...



Ps. La colonna sonora è di Damien Rice "Blower's Daughter" e quella in fondo è la Sicilia






10 luglio 2011

Chupa Chups

Ieri sera siamo andati a Brixton a vedere un concerto.



Brixton è un ridente quartiere con forti influenze giamaicane poco distante da casa nostra, un quartierino pieno di locali, banche e soprattutto con un ampio mercato pieno zeppo di qualsiasi cosa possa servire ad una casalinga disperata, dal cibo agli elettrodomestici passando per bambini cinesi da adottare.

L'ultima volta che ci sono stato e per sbaglio ho urtato un tizio per strada, al mio "Sorry" di cortesia ho avuto per risposta uno sgambetto (fortunatamente sono rimasto dritto).

Un posticino tranquillo insomma.

Comunque, ieri sera siamo andati a vedere sto concerto, orario di inizio, come solito da queste parti, 7.30 del pomeriggio... puntuali.

Il locale si chiama Plan B e per l'evento ospita tre gruppi, i Future Islands + Friendo + Cold Pumas 
ingresso 8 pound, noi alle 8 siamo li, paghiamo e ci ritroviamo in un enorme sala dove una palla a specchi in stile Tony Manero fa da padrona lanciando ovunque scintille di luce, l'ambiente tutto sommato sembra bellino, nonostante sia a Brixton. Su qualche tavolino ci sono dischi di vinile dei gruppi che suoneranno, e un lato del quadrato è chiuso dal bancone del bar. 

Fatto un primo giro decidiamo di bere qualcosina, qui sorge il primo problema della serata, perché a londra, fino ad ora, ho solo trovato birre schifose (per me) nei pub. Per uno abituato a bere Tennent's Super ordinare e bere una Stella Artois è un incubo, praticamente è come bere acqua gassata da una bottiglia rimasta troppo a lungo aperta.

Quindi mi oriento su qualcosa in bottiglia, sperando di azzeccare una birra decente. Ne vedo una in una bottiglia ambrata e, sperando di centrare una doppio malto, la ordino.

Bene, al tatto la bottiglia è fresca al punto giusto, mi lecco le labbra pronto a testare codesta scelta, tiro la prima sorsata e bestemmio, non è birra... la porcheria che ho comprato per la modica cifra di 4 pound è sidro, ovvero una bevanda ottenuta dalla fermentazione della frutta, mmm bello schifo, ma ormai ho pagato e me la faccio piacere.

Intanto il concerto inizia e il primo gruppo ha seri problemi con le chitarre, ne cambiano 3 mentre suonano, nel complesso mi sono piaciuti, bel sound ma il cantante è intonato quanto un forno a microonde che cuoce alluminio... peccato.

Parte il secondo gruppo e con esso arriva la mia prima birra "vera" ... bevo e mi ascolto questi Friendo, carini ma nulla di che, e mentre la cantante con un taglio cesario al posto delle labbra cerca di cantare senza stonare, a me viene il bisogno di andare al bagno (non diretta conseguenza del gruppo, solo fisiologica necessità)

Lo trovo nel seminterrato e li ho la sorpresa della serata. Ad attendermi dentro al cesso c'è un negro enorme. Ok so che detta così non suona benissimo, ma è quello che è, dentro il bagno c'è un inserviente di colore enorme, grande quanto grande mi immaginavo John Coffey leggendo il Miglio Verde (se non avete tempo guardate il film).

In questo bagno, troppo piccolo per contenere più di tre persone, questo armadio di ebano occupa metà spazio e come se non bastasse un angolo della parete è occupata da una piccola scaffalatura con sopra una decina di profumi per uomo diversi, pronti per una spruzzata al volo a seconda dei gusti della clientela, una montagnola di gomme da masticare e il supporto dei Chupa Chups che solitamente si vedono nei bar o negli autogrill.

Mi metto a fare quello che devo nell'orinatoio a parete, un attrezzo di alluminio pieno di naftalina, e mentre penso che forse hanno paura che le tarme possano aggredire gli ospiti del locale, di fianco a me arriva un altro tizio. Evidentemente va di fretta perché finisce la sua minzione in un batter d'occhio, poi si getta con impeto in quel gesto proprio del sesso maschile che solitamente e volgarmente viene chiamato "sgrullata", si richiude la bottega e, senza neanche lavarsi le mani, da un'enorme pacca al nero enorme e esce fischiettando.

Ottimo, spero solo non sia il cuoco del locale.

A quel punto ho finito pure io, mi dirigo verso il lavandino e comincio a lavarmi le mani. Lo faccio e con un occhio guardo a sinistra in direzione dell'amico armadio di cui sopra, lui intanto ha preso due salviette e le tiene in mano aspettando con pazienza che io finisca l'operazione di risciacquo. Intanto nell'aria la musica del gruppo spalla è coperta da un reggae jamaicano, che nella mia ignoranza attribuisco a Bob Marley, che esce da una radiolina buttata vicino a quella che io credo sia crema idratante (gli usi alternativi li lascio immaginare a voi) e di fianco un piattino con qualche pound a mò di mancia.

Finisco e accetto con gentilezza le salviette. Non volendo proprio dare una mancia chiedo quanto costino i lecca lecca, "1 pound mate"  sti cazzi, io pensavo di prenderne 4 con un pound, ma fa nulla, ne prendo uno a caso dal mucchio, sgancio la vecchia regina Elisabetta nel palmo enorme dell'amico di Bob Marley e prendo la porta per uscire.

Sopra il secondo gruppo ha ceduto il posto a quello finale, i Future Island.

Nonostante il pubblico sia visibilmente in estasi a me non mi piacciono per nulla, anzi mi fanno venire voglia di tornare al cesso. Ma mi trattengo, mi siedo in un divanetto a fondo sala e mentre questa specie di orco ubriaco fa il suo show mi controllo la posta, sparo cazzate su twitter e ripenso all'amico del Miglio Verde, per una sera tramutatosi nella mia testa malata, in orco buono in un cesso di Brixton.




29 dicembre 2010

Il buon Cinema - Away we go

Non capisco perché in italia ci sia l'usanza barbara di cambiare i nomi ai film stranieri, a volte con nomi che non centrano una mazza con il titolo originale.






E così: "Lost in translation" diventa "L'amore tradotto", "Home Alone" è "Mamma ho perso l'aereo", "101 Dalmatians" diventa "la carica dei 101", "Frankie and Johnny" cambia in "Paura d’amare", "Runaway Bride" si trasforma in "Se scappi ti sposo".


Si potrebbe continuare per giorni, ma fra poco è capodanno e devo andare a comprare qualcosa di rosso da indossare.


Chissà perché, anche se in effetti alcuni titoli fanno cagare in inglese, ci sia questa abitudine. La cosa pazzesca è che i titoli tradotti di solito sono titoli che un italiano potrebbe pronunciare senza farsi uscire il sangue dal naso. Pronunciare  "the break up" non è poi cosi difficile, perché tradurlo in "Ti odio, ti lascio, ti…"??


Se fosse solo per aiutare noi poveri italiani a pronunciare meglio il titolo sarebbe già una motivazione quasi plausibile, ma invece... la cosa bella è che molti titoli che invece meriterebbero di essere tradotti vengono lasciati originali: "Ocean's eleven" che ha anche il genitivo sassone viene lasciato originale, e ho sentito gente dire "vado a vedermi Ocieans ileven" che sembra un film su undici delfini.


Per non parlare di "The Inception", che avrebbero potuto far diventare "quello che sogna e più sogna più gli gira la girandola" ma invece l'hanno lasciato cosi com'era, e nelle sale la gente diceva "mi da due biglietti per... ehm... quello con Di Caprio??"


Comunque, tutto sto popò di giri di parole per dire che il giorno di Natale siamo andati al cinema a vedere un film che in origine si chiamava "Away we go" ma che sono stati capaci di trasformare in, genialata delle genialate, American Life cioè un altro titolo in inglese.


Il paradosso è che il film è diretto da Sam Mendes, stesso regista di "American Beauty", e uno ci pensa e dice "ma questo fantasia per i nomi zero??' American biuti adesso american laif.. maddai" e invece no caro il mio amico sprovveduto, siamo noi italiani i coglioni di turno che cambiano i nomi ai film, peggiorandoli.


Farlo per "Eyes Wide Shut" no vero?? 


Anyway, il giorno di natale mi aspettavo di trovare casino all'ingresso, gente accalcata in fila, caldo feroce, puzza di popcorn e patatine a terra come se crescessero direttamente dalla moquette, e invece, con mia somma sorpresa il cinema era praticamente vuoto, saremo stati 15 in tutta la sala, meglio cosi (per noi, non per la produzione)


Forse avrebbero dovuto tradurlo in "quelli che girano per l'america cercando casa... e aspettando un figlio..." oppure mi viene il dubbio sia per il cattivo gusto di tanta gente che ormai da anni va solo a riempire le tasche dei soliti registi e attori da cinepanettone, snobbando pellicole semplici ma bellissime e cariche di sentimento e ironia


Fatto sta che il film è davvero BELLISSIMO!!!! L'ho già consigliato a tutto il mondo, è davvero una pellicola da non perdere. Alla faccia di tutte le porcherie che ci propinano sotto natale, in 2 e 3 dimensioni, questo è un film davvero ben fatto, bella storia, ottimi dialoghi, fotografia della Madonna (non nel senso che l'hanno fotografata, nel senso ottima fotografia) un film che mi ha davvero commosso, e io ho il cuore più duro di "Cuordipietra Famedoro"


Fra le tante cose spettacolari del film c'è la colonna sonora, quasi interamente realizzata da Alexi Murdoch, giovane artista londinede.


Allego un brano tratto dal film, precisamente il brano di chiusura che va con i titoli di coda.
Buona visione :)


Ps. Ovviamente l'ho dovuto vedere a Cosenza, perché a reggio calabria i cinema sono gestiti con il culo e passano solo le cagate più cagate del mondo














8 dicembre 2010

Conversazioni da spogliatoio



Dopo essermi iscritto in palestra e aver scritto un post con le prime considerazioni è giunto il momento del report mensile (e la parola report mi fa venire i brividi per parecchi motivi che un giorno forse spiegherò).


Ad un mese preciso dall'inizio della mia avventura con i cugini lontani di Schwarzenegger devo ammettere che mi sento meglio, più tonico e meno stanco del periodo passato.


La sera ho più energie e la mia massa grassa sta calando con mia somma gioia (non sono ancora ad un peso forma, ma faccio meno paura di prima e, al sopraggiungere del natale, avrò maggiori possibilità di non essere scambiato per Santa Claus).


Devo anche rettificare qualcosa sulla palestra che ho scelto di frequentare.
L'istruttore, dopo la prima non proprio positivissima impressione, si è rivelato invece molto professionale, sempre prono a seguirmi e a spiegarmi gli esercizi, il fatto che vi sia solo lui durante il turno e che la gente ad allenarsi sia parecchia, lo porta a doversi dividere fra più persone, ma ho piacevolmente scoperto che è sempre disposto a seguire chiunque con grande professionalità.


Considetato il fatto che mi alleno con il lettore mp3 nelle orecchie tendo a non fare molta conversazione con gli altri atleti, ma l'altro giorno ho avuto il primo colloquio da spogliatoio.


Un ragazzo esprimeva il desiderio di voler cambiare telefonino e spiegava all'amico che stava valutando un Nokia "nonsoché" per circa 400€ di spesa. A quel punto mi sono sentito di intervenire per dare un consiglio e gli ho suggerito di valutare, con una spesa pari se non inferiore, l'acquisto di un device dell'HTC con un sistema operativo superiore a quello della Nokia (oltre a tutti gli altri fattori tecnici).


Ma l'amico dice che con cose troppo complicate non si trova e che il Nokia gli piace.


"De gustibus non disputandum est" e vado a sollevare pesi.


Il primo tentativo di approccio con la popolazione aliena della palestra non va molto a buon fine, ma al ritorno per la doccia si ripresenta la seconda chance, con la medesima persona.


In palestra ci sono monitor che passano RTL a palla, e questa radio, come quasi tutte le grandi radio commerciali, hanno un palinsesto fisso che si ripete ciclicamente, quindi mi tocca ascoltare Nek o Alessandra Amoroso mentre mi alleno, sempre alla medesima ora.


Finisco di docciarmi e il monitor negli spogliatoi passa per la centesima volta Nek, penso allora a quanto faccia cagare questa canzone e il livello generale della musica italiana (quella più commerciale perlomeno) e, pronto a condividere questo "lampo di genio" con il mio vicino di armadietto, mi giro per aprire bocca e a quel punto mi blocco, le parole a fior di labbra e lo sguardo pietrificato, mentre l'amico tutto allegro canta a voce non troppo bassa l'ultimo grande successo di Nek.


Rinuncio al dialogo e comincio a riverstirmi.


Se canti Nek, come suggerisce Antonio, allora si che ti meriti un fottutissimo Nokia















25 novembre 2010

Cosmic Love

La sto amando da tanto tempo, scandisce le mie giornate, fra il troppo lavoro, la poca palestra, le stazioni sotto la pioggia, i taxi romani e l'attività buddista.






Non ho molto tempo purtroppo in questi giorni per scrivere un post degno di nota, anche se il bicchiere resta "sempre mezzo pieno" però :)


Ve la faccio ascoltare, anzi, Ve li faccio ascoltare, i Florence + The Machine, magari scatterà anche per voi l'amore cosmico

19 novembre 2010

La playlist

Ultimamente mi sono iscritto in palestra, e sempre ultimamente ho iniziato a fare su e giù per la penisola.




Le due cose sono strettamente collegate da un accessorio regalatomi dal cognato Daniele.


Il lettore di mp3


Una volta era il lettore di CD e ancora prima il walkman. 
Quest'ultimo a Reggio Calabria, non ho mai capito il perché, veniva chiamato "Gelosino"


 - "Ou mi presti il gelosino"
 - "cazzo vuoi????"


Misteri degni dei Maya, di Nostradamus e di Fatima... tutto compresso, zippato assieme.
Comunque dico Reggio perché dove abitavo io era solamente il walkman... 
(Solo OGGI ho capito il perché O_o)


Comunque


Visto che sto principalmente viaggiando in treno e di notte, quello che posso fare per farmi passare il tempo è: leggere, guardare film sullo smartphone oppure, se voglio dormire risparmiandomi il russare (mio e degli altri), ascoltare musica dal lettore.


La playlist dell'ultimo viaggio comprendeva, nell'ordine:

  1. Dave Mattews (brani misti)
  2. Florence + The Machine
  3. De André Live
  4. Guccini Live
  5. I Beatles (greatest hits)
  6. Vinicio Capossela
Più vari pezzi sparsi ad cazzum

La musica giusta per rilassarmi e godermi il viaggio.

Quindi capirete il mio nervoso quando martedì, sul tapis roulant, al mio PLAY è iniziata "Bocca di Rosa"...

La chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore, metteva l'amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l'amore sopra ogni cosa. 

Non è stato proprio facilissimo arrivare a fine allenamento, ma ce l'ho fatta.
Ad oggi mi fa male tutto il petto e non riesco a stendere le braccia, sembro Ken di Barbie, sono legato, imbalsamato, fisso come un quarto di manzo sul bancone del macellaio.

Mi dico che è stato lo sforzo degli ultimi giorni ma io lo so che in realtà la colpa è della playlist... maledetta puttana.

Domani si riparte, destinazione Firenze, per non sbagliare ho caricato da adesso tutta la musica più "unz unz unz"... resterò sveglio per tutto il tempo lo so... e col culo che mi ritrovo son sicuro mi addormenterò lunedì in palestra, sulla panca degli addominali.

Zzzzzz......


Ps. Nella foto due miei amichetti cantanti che non ci sono più







7 settembre 2010

Fabri Fibra

Ditemi quello che volete... ma a me questa canzone piace :)

6 luglio 2010

Ross playing Keyboard

Venerdì sera sono stato al conservatorio di musica di Cosenza, un posto incantevole, davvero bello.


"Ci andiamo? Ti va? fanno musica elettronica"
"elettronica? al conservatorio? sei sicura?" 
"si ma che ne so, Cloè mi ha detto cosi"
" se ti ha detto cosi...  andiamo"


Adesso guardate il video qui sotto (i cultori di Friends lo riconosceranno subito) e aggiungeteci la vuvuzela, cioè cliccate su quel logo a forma di pallone sulla destra che aggiunge quell'orribile suono al video.


http://www.youtube.com/watch?v=yLa8Br569gA&feature=player_embedded


Ecco, la porcheria che ne risulta è melodia, è una quinta sinfonia di chiunque, e una toccata e fuga in re minore se paragonata allo schifo di venerdì sera. Ho assistito allo stupro di un arpa e alla sofferenza di un clarinetto suonato da un pazzo furioso.


E non sto esagerando, il suono migliore che ho sentito è stato quello del mio cervello che staccava la spina e delle zanzare che zanzaravano (i ronzi ronzano a parer mio, le zanzare no).


Musica sperimentale? ma da quant'è che la sperimentate? Sperimentarla una volta non vi è bastato per capire che faceva cagare le statue?


Se le case farmaceutiche sperimentano un farmaco e il suddetto farmaco fa cadere le braccia di chi lo assume, minimo minimo la sperimentazione si ferma e non la si ripropone.
(oltre a causare una serie di arresti, che è quello che proporrei per voi).


Ah e giusto per la cronaca, il tonfo da peso morto che avete sentito durante la proiezione di luci e suoni... beh sono stato io, ho sperimentato una via di fuga dalla serata.


Riuscita



29 giugno 2010

Alarico Fest - Cosenza 2010



In un pomeriggio cosentino Daniele entrando in camera ci dice che a Roma ha visto x caso il concerto di un cantante eccezionale ... tale Mannarino... ci chiede se vogliamo aiutarlo ad organizzare un concerto, anzi una tre giorni di musica... con Mannarino fra gli artisti ovviamente.


Signore e signori è così che è nato l'Alarico fest.


Da un'idea di Daniele proprio come scritto nella "brusciur". Tira un amico da qua e un paio di sorelle da la ed ecco un gruppo pronto a perdere sonno, tempo, pasienza e soldi x organizzare il tutto. Pronti a fare i conti con sponsor che alla fine si sono rivelati in parte finti causando di molto il calo del budget, con la location da trovare e gli eventi da organizzare...


Si perché l'Alarico fest nn sarebbe stato solo musica ma anche altro, e allora vai di degustazioni, convegni, mostre e dj set. E Mannarino in tutto questo? Mannarino alla fine non può esserci, è in sicilia, già impegnato. Delusione a parte si va avanti con la ricerca degli altri artisti. Sapendo della reunion propongo i Bee Hive ma l'idea vine scartata. Si va avanti, manifesti, locandine, poster, tutto fermo... mancano ancora gli artisti.


Ma Daniele è un treno... nu pocu sauritu ... ma nu trenu. Alla fine Mannarino riemerge e viene confermato. Con lui Peppe Voltarelli che gioca in casa, Erica Mou e Pino Marino. E allora si stampi tutto signori, vai di Facebook, televisione, radio, passaparola e visite a casa che neanche i testimoni di Geova.






In pochi giorni si apre la diga dell'informazione e si allaga l'etere dell'Alarico pensiero, del sogno di Daniele, della grafica di Fede, degli sforzi di Valeria e della moleskine di Daniele "l'altro" carica di appunti per coordinare il tutto. E di tante altre persone unitesi al treno in corsa.


Giovedi 10 si inizia con Voltarelli.. Io lo perdo, sono a Reggio e salirò il venerdi a Cusenza. Lo perdo ma tutti mi dicono che è stato un grande e che si è commosso mettendosi a piangere dedicando una canzone alla madre (presente tra il pubblico in splendida forma)


Arriva il venerdi e assieme a me salgono anke i nostri omonimi, fans di Pino Marino. Apre la serata Erica Mou, sola, chitarra e campionatore a intrattenere un pubblico non molto folto purtroppo ma ke si rivela attento ed entusiasta della performance. Erica ha una voce eccezionale, chiara, limpida forte come poche se ne sentono  e quando scopro ke ha solo vent'anni resto incredulo... è giovanissima ed è anche autrice dei suoi pezzi... davvero bravissima, straordinaria. Compro due cd (per me e Fede) e ovviamente ce li facciamo autografare.


Dopo Erica tocca a Pino Marino, sul palco assieme ad una bottiglia di vino intrattiene il pubblico, ci scherza come si fa con dei vecchi amici e suona il piano accompagnando i suoi versi.


Ad un certo punto chiede chi fra la gente presente sappia suonare il piano, dal semplice suonare si passa allo strimpellare e invita qualcuno a fargli da spalla. Domenico, il mio omonimo nonché compagno di viaggio si prende di coraggio e sale sul palco, sarà stato il troppo vino o l'entusiasmo per la serata ma si mette al piano e comincia suonare la chitarra. No, scherzo, si mette a suonare un brano lento e su queste note Pino Marino seduto su di un divanetto declama dei versi.






La serata finisce bene e si va tutti assieme a mangiare alla "Buca dei Vini" di Mauro, gentilissimo proprietario che ci ha viziati per 3 giorni (a me solo due) con leccornìe di ogni tipo (un ringraziamento speciale alle cameriere che ci hanno dovuto sopportare fino a tardi ogni sera). 


Se Pino Marino resta solo per un brindisi (con delusione amara di molti) Erica Mou invece rimane fino alla fine ad allietare quella già di per sé allegra comitiva, si ride si beve e si scherza fino a notte tarda; con chi sta progettando un matrimonio, con chi (e di chi) ha un maglione di un colore improponibile e con chi passerà la notte sul divano quella sera per aver dimenticato che chi comanda in casa è sempre la moglie. 








Ci diamo appuntamento per il giorno dopo con Erica e Marco (il manager) per fare colazione assieme e ci andiamo a coricare che sono le 3 e mezza passate.


Il giorno seguente un giretto nel centro storico di Cosenza assieme a Dome e Fede e poi colazione con Erica e Marco in un bar del corso di Cosenza. Appurato che non conoscono granite e brioche per la prima colazione ci accontentiamo di altro e passiamo così la tarda mattinata di sabato in splendida compagnia.


Scopro che Erica è appassionata di Criminal Minds (nessuno prima di lei aveva etichettato uno pseudo ladro di tavolini come S.I. in mia presenza) che ha vent'anni appunto e studia al secondo anno di una facoltà della quale non ricordo più il nome. (ah Erica... si dice "un Dio di macchina"... per questo è "il BMW")


Poco prima dell'una accompagniamo Dome e Fede alla stazione e li salutiamo. Loro diretti a Reggio Calabria e noi pronti per la terza e ultima serata dell'Alarico Fest.


La sera di sabato alle sette siamo già al Chiostro di S. Domenico, la location che ci ha ospitati per tre giorni, alle sette c'è già Mannarino che fa il Check Sound, io inizio a fare foto sfruttando l'ultima luce che il giorno mi regala, ne faccio davvero tante che credo di avere rincoglionito sia lui che i suoi musicisti a forza di muovermi attorno al palco.


Per intrattenere la gente nell'attesa Patrizia fa partire il suo dj set, il chiostro a poco alla volta si riempie e incontro anche un amico che non vedevo da dieci anni. Scopro allora che Mannarino è conosciuto perché ospite fisso della trasmissione della Dandini "Parla con me" .






Due chiacchiere, due bicchieri di vino ed è giunta l'ora di iniziare.


Mannarino ha una voce possente, roca, particolare, sale sul palco ed è subito amato da tutti. Erano anni che non mi gustavo della buona musica così, Alessandro è un cantastorie come il primissimo Ligabue, quello di "Bar Mario" o di "Bambolina e Barracuda", canta di amori, di clown di soldi e di pianti.  Ride e scherza, gioca con la musica, parla e canta racconti per la gioia di tutti i presenti. 


Suona e intrattiene per più di due ore e dopo il concerto si presta a far foto e firmare autografi con tutti, ma proprio tutti, anche con le piante grasse dell'allestimento (vabbè ho esagerato).


Dopo il concerto ci mettiamo a far foto di gruppo e poi via verso la nuova cena preparata da Mauro. Al tavolo scopriamo che Alessandro ha origini calabre, il padre è di un paese li vicino (ed è li a cena con noi visto che ha usato l'occasione del concerto per far visita al paese natio).
Il fonico è siciliano, Alessandro (chitarra) è pugliese e Michele (fisarmonica) è calabrese pure lui... un gruppo terrone praticamente e come qualcuno mi fa notare si dice appunto che "Roma è la più grande città della Calabria"





La serata è stata un trionfo, ci siamo divertiti tantissimo e sono rimasto molto contendo di vedere il sorriso sulle labbra di tutti, Daniele in primis.


Ho fatto miliardi di foto e qui ne posto qualcuna, ho già fatto una propaganda a tappeto pro  Mannarino/Erica Mou, dai colleghi dell'ufficio agli amici sto rincoglionendo un po' tutti sicuro del fatto che ne valga sicuramente la pena.


Ci vediamo al prossimo concerto e buona fortuna a tutti.




Ps. Dimenticavo... Mannarino ha citato Chuck Norris... mitico Chuck :P