Ma guarda tu sto piccoletto
Come farsela passare
Un piccolo aggiornamento dopo il post di ieri sul furto del mio telefono.
Questa mattina mi è arrivata una lettera all'indirizzo di casa. Pensavo al solito estratto conto della banca, la apro e scopro, invece, che è una lettera inviatami dalla Victim Support un organizzazione no profit, che lavora a stretto contatto con la polizia e che si occupa di dare supporto alle persone che hanno avuto un trauma a causa di un crimine.
Oui c'est moi
In un chiaro elenco puntato mi dicono che possono:
- Rispondere ad ogni mia domanda (tipo "chi mi ha rubato il telefono?")
- Parlare con qualcuno di quello che è successo, di persona o per telefono (prendono per il culo, è chiaro)
- Aiuto ed informazioni pratiche (la prossima volta, stai più attento quando attraversi)
- Supporto in tribunale nel caso mi venga chiesto di andare a testimoniare (giuro di dire tutta la verità, è quello lo stronzo che m'ha derubato)
- Aiutarmi per qualsiasi altra cosa mi preoccupi a causa del crimine subito (chissà se mi sta scaricando tutto il credito ... mumble mumble")
- Risarcimento danni (e questo ancora ancora mi può interessare, peccato che non ero assicurato)
Mandami una cartolina
Ho preso casa un anno fa circa in quel di Stockwell, ridente quartiere nella zona sud di Londra, poco sotto Victoria Station. In realtà non è molto ridente, direi molto poco ridente. Sdentata dai, uno sdentatissimo quartiere a sud di lontra.
Qui vicino c'è Clapham, una zona ricca di negozi e vita notturna.
Clapham ha un parco enorme che, nelle giornate di sole, ospita gente per picnic e partitelle di calcio. È un quartiere davvero molto bello, cosi bello che, quando uno si sposta poco poco e arriva nella zona di Brixton, il contrasto cosi forte, fra il bello e l'osceno, amplifica la bruttezza di Brixton. Si passa dal paradiso all'inferno senza la fortuna di un passaggio in purgatorio
Tanto per farvi capire di cosa parlo, gli scontri di Londra dell'estate scorsa, sono iniziati a Brixton.
Brixton e Clapham formano con Stockwell i tre vertici di un triangolo, e io vivo a metà strada fra l'inferno e il paradiso ... più verso l'inferno a dirla tutta.
L'altro pomeriggio stavo rientrando a casa dopo aver partecipato ad un incontro a tema:
"La parmigiana. Meglio con la melanzana fritta o grigliata?"
Ero li, sovrappensiero, sovrappeso, pensavo alle melanzane calabresi con una lacrimuccia di nostalgia e nel frattempo tornavo verso casa mandando messaggi a destra e a manca.
Sono ad un centinaio di metri da casa, c'è un bel sole che filtra attraverso i rami degli alberi e la via è desolata e tranquilla come sempre. Mi affaccio al bordo del marciapiede pronto per attraversare, guardo in entrambe le direzioni, all'orizzonte c'è solo un ragazzino di colore che sta arrivando con la sua bici. Decido che ce la faccio e comincio ad attraversare.
Arrivo a mezzo metro dal marciapiede opposto e succede il fattaccio. Il ciclista che stava arrivando mi taglia la strada a gran velocità.
Di istinto mi blocco sulle punte dei piedi, come al bordo di un cornicione, cavolo mi stava quasi per investire, tiro su le mani per bilanciarmi ed evitare di cadergli contro, tutto questo in meno di mezzo secondo, giusto il tempo necessario affinché il piccolo biker, allungando una mano ossuta, mi strappi dalle dita il telefono.
È stato un battito di ciglia, un attimo prima avevo il telefono in mano, quello dopo il palmo era vuoto e il piccolo infame mi guardava, pedalando e infilandoselo in tasca.
Da qui in poi tutte le azioni si sono svolte al rallentatore, in questo piano sequenza:
Ci sono io che mi accorgo che mi hanno scippato, io che comincio a correre, il piccolo bastardo che si alza sui pedali e si allontana in tutta fretta, io che respiro affannosamente mentre cerco di afferrarlo, io che non ci riesco, io che vorrei essere Bolt l'altleta, io che mi rendo conto che sono più Bolt il detersivo, io che grido cose assurde in una lingua che sembra inglese ma che ha le tonalità di un richiamo per anatre e che fa guaire i cani del vicinato, il ragazzo che è arrivato ormai in culonia, io che rallento e poi mi fermo ormai stremato, respirando avidamente aria con la bocca spalancata, io che urlo come un pazzo, testa in dietro e braccia alzate come Stallone nella scena della scalinata nel primo Roky!
Sono praticamente di fronte al portone di casa, entro lasciando aperta la porta, mi libero del cappotto, meno i pugni contro il tavolo continuando a gridare per la rabbia, devo muovermi, fare qualcosa, devo chiamare la polizia ma non ho un altro telefono per farlo, salgo dal mio padrone di casa, gli spiego l'accaduto, lui comincia a telefonare e fa due cose, mi blocca la scheda e avverte gli sbirri.
Nel frattempo cerco di rintracciare lo smartphone usando uno dei programmi che avevo installato in caso di smarrimento, ma non l'avevo mai configurato a dovere e, ovviamente, il programma non fa il suo lavoro.
Decido di cambiare le password delle mie caselle di posta e dei vari account social.
Saranno passati 15 minuti dal furto, e solo 10 dalla telefonata alla polizia. Sono li che mi dico stupido e mi meno la testa contro il tavolo quando il mio landlord mi avvisa che è arrivata la polizia
Cioè, mi hanno rubato il telefono, non ho scoperto un cadavere nel frigo, e dopo soli 10 minuti c'è già una pattuglia, in borghese, alla mia porta.
Esco e una signora poliziotto mi chiede se voglio andare a fare un giro con loro in macchina, per vedere se becchiamo il piccolo infame. Afferro il cappotto e mi infilo in questa macchina anonima, tutta nera e senza sigilli o altri segni distintivi che la possano far passare per una pattuglia della polizia inglese.
Mentre giriamo per il quartiere la tizia mi riempie di domande: "corporatura? vestiti? colore del cappotto? età approssimativa? tipo di bici? porta gli occhiali? e TOM???"
Mi sembra di essere ad una partita di "Indovina Chi", una partita che sto abbondantemente perdendo.
Rispondo cercando di ricordare dettagli, ma con scarso successo, sia per la velocità dell'accaduto e sia perché il piccolo infame lo faceva sicuramente di mestiere, vista la nonchalance con la quale aveva commesso il fattaccio e considerato il fatto che non aveva nulla che potesse farlo riconoscere, tipo un cappello viola. Era più scuro di una carrettata di buchi di culo*, tutto vestito di nero, con una bici nera, scarpe nere e cappotto nero, un ninja praticamente.
Quindi sono in giro, in quel triangolo fatto da questi tre quartiere, cosi vicini ma anche cosi diversi, sono in questa macchina e penso: "ma che diavolo, per un telefono perso questi si stanno impegnando cosi tanto, mi parlano di telecamere da controllare, si confrontano con altre pattuglie, anonime come la loro, stanno sprecando benzina e tempo per un furto di telefono, incredibile, in italia la polizia mi avrebbe mandato a cagare, altro che precipitarsi sotto casa."
Sono li che penso a tutte queste cose, guardando le strade del mercato di Brixton, e decido che è ora di tornare a casa, ringrazio i due bobby e gli dico che per me possiamo anche smettere la ricerca, tanto quello non lo ribecchiamo di sicuro, ormai il telefono e smontato, morto, andato, trapassato!
Vengo riaccompagnato a casa, la signora-agente mi lascia il suo bigliettino con il suo numero di cellulare personale, con la raccomandazione di chiamare per qualsiasi problema.
E mentre mi domando se i piedi doloranti per l'inseguimento possano rientrare nella categoria dei problemi, sorrido e ringraziando di cuore scendo dalla macchina. Ormai mi sento come dentro un film, dove gli agenti danno il proprio bigliettino alla vittima di un aggressione o, come nel mio caso, di un furto.
Saluto e torno a casa.
Alla fine non è stato il danno materiale in se a farmi arrabbiare, ma quanto sapere che, sulla micro-sd del telefono, c'erano foto personali, ricordi, musica, cose che quel piccolo bastardo adesso può, volendo, vedere. Mi consola sapere che ho tutto salvato sul computer, alla fine non ho perso nulla, ma con il prossimo telefono farò maggiore attenzione, crittografando i dati sulla micro-sd e installando e testando i programmi contro lo smarrimento e il furto.
Anche girare armati può avere un senso, ma forse mi basterà prestare maggiore attenzione e soprattutto attraversare la strada con il telefono ben custodito in tasca.
Vorrei però aggiungere un messaggio personale per lui, per il piccolo ladruncolo da quattro soldi che mi ha derubato. A te, piccolo sacchetto fumante di merda, voglio solo dire una parola: Karma.
Tutto torna, è matematico, e io spero tanto che il furto che hai fatto torni, nella tua misera vita, sotto forma di grappolo di emorroidi, ma un grappolo da due chili, e che ti venga proprio il giorno in cui i tuoi amici siano in vena di fare un torneo di calci in culo che abbia te come unico protagonista.
E mandami una cartolina dell'ospedale, stronzo!
Ps. La smart ricoperta con un finto prato inglese è stata l'ultima foto scattata dal mio Htc HD2 e caricata in automatico su Google +
*Questa l'ho fregata a George V. Higgins, scusami George
Prendi i soldi e scappa
Premessa: Il mondo è in crisi lo sapevate?
Si?
Ottimo.
E sapete anche qual'è l'unica società che non è in perdita nonostante la crisi?
Bravi, la Mafia.
Da qui l'idea di questo post, un ipotetico messaggio pubblicitario per un altrettanto ipotetico business da portare avanti sul territorio.
O magari sono state le tre pinte di birra ... chi lo sa?
Vuoi far affondare uno che ti sta fra i piedi nello stretto di Messina?
- Una macchina rubata ( o altro mezzo a vostra scelta, abbiamo anche la Bat Mobile)
- Un'arma per ogni elemento della banda (non abbiamo limiti di calibro e munizioni);
- Maschere di vario genere ( andiamo dal classico e sempre verde passamontagna nero, alla maschera di Madre Teresa di Calcutta. A richiesta maschere personalizzate)
- Telefoni non rintracciabili (li abbiamo anche delle Winx, cosi poi potete regalarli alle vostre figlie, o ai vostri figli con particolari tendenza)
- Nasti della vigilanza (basta informarci prima e siamo in grado di fornire nastri dell'ambiente da rapinare, compresi sottotitoli per i non udenti)
- Sigarette non rintracciabili (perché un vero duro deve fumare, cazzo, non li vedete i film con Brus Uillis?)
Babe maialino coraggioso
Giovedì ho cucinato il maiale al forno per il mio padrone di casa.
Come ogni tanto capita mi chiede di cucinare per lui e io, quando posso, lo faccio.
La cosa era facile, un rollé di maiale che ho fatto al forno con contorno di patate. Un pezzo di porco che se fosse stato vivo si sarebbe mangiato da solo tanto era buono.
Il giorno dopo, passando dalla sua cucina, noto che il piatto è stato gradito, visto che la teglia che il giorno prima ospitava il suino era sul piano cottura, con pochi resti dentro a far da compagnia a due patate secche. Ma tanto la donna delle pulizie non verrà prima di lunedì e quindi il maiale resterà, molto probabilmente, esposto fino a tale giorno, nessuno della famiglia pulirà, capita spesso, anzi è la norma.
Venerdì mi viene chiesto se è possibile fare delle Lasagne per alcuni ospiti che verranno a cena lunedì.
Certo che è possibile, che problema c'è?
Stamattina, domenica quindi, di buon'ora vado nella loro cucina, faccio il controllo di quello che c'è e di quello che manca e mi metto al lavoro impastando uova e farina per stendere le sfoglie (si, le faccio a mano le lasagne, io!!!)
Mentre sono intento ad impastare mi rendo conto che il signor porco è ancora li dove l'ho visto l'ultima volta, sul piano cottura, bello, secco come una prugna della Sunsweet e profumato come quando era in vita.
Faccio spallucce e vado avanti, tanto non è la mia cucina.
Dopo ore di preparativi sono pronto per comporre la lasagna, ma mi serve una teglia, la teglia col porco, per essere precisi.
La prendo cercando di non fare smorfie, visto che in quel momento la moglie del landlord è in cucina a farsi un caffè, e mentre sono li li per aprire il cassonetto del compost mi assale un dubbio, e allora chiedo:
"signora, che ci faccio col maiale?"
"ah si guarda, mettilo in un piatto"
"un piatto?" ripeto, credendo di aver capito male, anzi malissimo.
"si un piatto"
"signo' è porco, è fuori da tre giorni, è sicura che non faccia male"
"ma no dai"
E quindi, prendendo pezzetti di cotenna e di carne secca, libero la teglia e riempio un piatto (che ovviamente ho lasciato sul piano cucina, perché se lo mettevo in frigo si appestava sicuro tutto il cibo).
Speriamo almeno che la lasagna sia venuta buona
Gnamm
Posso esserle utile?
Quali pensieri animano la vostra testolina quando, per necessità, siete costretti ad andare al comune della vostra città? Quando la carta di identità scade, o vi serve un cambio di residenza?
Quanti litri di sangue perdete dal naso al solo pensiero della fila, degli sportelli chiusi, tre si uno no, con le giacche poggiate sugli schienali?
L'ultima volta che sono andato al comune, in Italia, era il giorno del mio compleanno e c'ho passato il pomeriggio!
La storia che vi racconterò è basata su eventi reali. Tempistiche, situazioni, clima e colonna sonora sono frutto della realtà e non della mia mente deviata.
Cominciamo.
Ultimamente mi sono visto costretto ad andare al comune del mio distretto, in quel di Brixton, zona sud di Londra. Il comune è relativamente vicino a casa mia, una passeggiata di una ventina di minuti attraverso una zona che sembra, a zone alterne, un po' il Bronx e un po' un mercato rionale napoletano.
La passeggiata è piacevole, c'è un timido sole che cerca di riscaldare il mondo e in cuffia ho l'album migliore che gli Oasis abbiano mai scritto, (What's the Story) Morning Glory?.
Arrivo al comune e la prima cosa che incontro è, ovviamente, la fila. Due file in realtà, una per chi aveva prenotato prima e un'altra per il resto delle persone, ed entrambe le code finivano di fronte ad un bancone lungo circa quattro metri, dietro al quale stavano tre operosi addetti.
Abituato alle file italiane mi scoraggio da subito, ci passerò la mattinata in quel posto già lo so, sono sicuro!!!
Nell'attesa mi guardo attorno, noto due file di pc messi li a disposizione delle persone, noto degli addetti in attesa di poter "essere utile" e dei monitor giganti con messaggi di pubblica utilità, dal: "raccogli la popò del tuo cane" a "il personale è al vostro servizio, ma non fategli girare i coglioni con comportamenti poco gradevoli che non è il caso" (ok questa l'ho sintetizzata ma il messaggio velato era quello).
Non faccio in tempo a finire la perlustrazione della sala che è già il mio turno, e saranno passati due minuti massimo.
La signora che mi serve mi chiede cosa devo fare, glielo dico, lei preme un pulsante e mi da un biglietto numerato 713, settecentotredici alle dieci del mattino??? Spero sia la continuazione del giorno precedente altrimenti sono fottuto!
Mi viene chiesto di accomodarmi in sala d'aspetto e io ubbidisco.
Per fortuna che ho il mio ebook, almeno posso leggere nell'attesa e farmi passare il tempo. Trovo un posto libero, mi metto il numero fra i denti mentre mi sfilo la borsa e il cappotto, afferro l'ebook da dentro la borsa e, prima ancora di sedermi, vedo su di un monitor che allo sportello numero 21 stanno aspettando il numero 713 ... cavoli è il mio numero, poso di nuovo il libro e mi fiondo verso lo sportello.
Lo sportello in realtà non è uno sportello come noi lo conosciamo, ma è una semplice scrivania, affiancata ad una che la precede e ad una che la segue per un totale di 31 scrivanie... tutte occupate, nessuna esclusa.
La signora che mi accoglie è straniera, parla un inglese con un forte accento indiano (come si riconosce un accento indiano? dall'alito), è diretta e va subito al sodo chiedendo come può essermi utile. Parliamo, le spiego cosa mi serve e le porgo dei documenti che avevo precedentemente scaricato dal loro sito e compilato a casa. Lei li prende assieme alla mia carta di identità della quale fa una fotocopia immediata con un piccolo scanner poggiato sulla sua scrivania, timbra quà, firma la, domanda dettagli, mi porge dei fogli e fa firmare anche me.
Sono passati poco più di quindici minuti da quando mi sono seduto, venti da quando ho messo piede dentro il comune.
Mi dice che le devo portare ancora un ultimo documento, ma che per il momento abbiamo finito. Raccolgo la giacca e la borsa, saluto sprizzando gratitudine da ogni poro, e vado via, felice di non aver perso un'intera mattinata in inutili attese, e contento di sapere che c'è gente che ancora ama lavorare a questo mondo.
Visto che capitano spesso "botte di culo" di questo genere nella vita, non ho voluto scrivere subito questo post, ma aspettare altre 2 visite che avevo preventivato di dover fare al comune, per fare la "prova del nove" e per cacciarmi il dubbio.
Ebbene tutte le mie visite si sono svolte alla stessa maniera e con le stesse tempistiche. Il giorno che ho "perso" più tempo è stato quando ho dovuto aspettare che chiamassero il mio numero per qualcosa come 6 minuti ... nulla di più.
Se solo non friggessero pancetta per colazione ... li potrei anche amare
Com'è profondo il mare
Non mi era mai mancato il mare in questi mesi, avevo nostalgia degli affetti, degli affettati anche (qui il San Daniele non sanno cosa sia) e del sole, ma nostalgia del mare mai, la nostalgia del mare arriva quando lo rivedi, o perlomeno, a me è successo cosi.
Sono rimasto cosi, passeggiando sul bagnasciuga per circa un'ora. Mi sono goduto il sole e il rumore delle onde. In quell'istante ho capito le persone che, dopo un anno di città, tornano in Calabria e rivedono il mare.
Ho capito i miei cugini romani, i parenti di Reggio Emilia, ho capito come possa mancare tanto il mare a chi, per un anno o più, vede solo palazzi e montagne.
Per portarmene un po' a casa l'ho filmato, eccone un pezzetto ...
Ever mates
È Venerdì gente ...
... quando tutto manca ... facciamoci almeno due risate :)
Buon video
È stato bello
Da un post di Marco Travaglio, per festeggiare la splendida giornata di ieri, volentieri posto e condivido
Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il Paese che amo. Per un nuovo miracolo italiano. L’Italia come il Milan. Basta ladri di Stato. La rivoluzione liberale.
Il Polo delle Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi lavorare. Sono l’unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai detto che sono l’Unto del Signore. Dini è comunista. Il popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti. Visco Dracula. Toghe rosse. D’Alema è comunista. L’amico Massimo. La Costituzione è comunista. La grande riforma della Costituzione.
La Casa delle Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma della giustizia. L’amico Vladimir. L’amico George. L’amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono fiscale ed edilizio. Letta è una benedizione di Dio. Romolo e Remolo.
All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto. La proporrò per il ruolo di kapò. Turisti della democrazia. L’Islam civiltà inferiore. Meno tasse per tutti. Tutta colpa dell’euro. La mafia, poche centinaia di persone. Grandi opere. Sono stato frainteso. Tutta colpa delle torri gemelle. Lei è meglio di Cacciari, le presenterò mia moglie.
Il circuito mediatico-giudiziario. Fede è un quasi eroe. L’amico Bossi. Uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti. L’amico Pollari. Le rogatorie. La Piovra rovina l’Italia all’estero. L’amico Pompa. Il falso in bilancio. Mangano si comportava bene, prendeva la comunione nella cappella di Arcore. La legge Cirami. Dell’Utri è perseguitato. Legittimo sospetto. Previti è perseguitato. Il lodo Maccanico. Il Ponte sullo Stretto. Il lodo Schifani. Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.
Ciampi è comunista. Il decreto salva-Rete 4. I poteri forti. La legge Gasparri. L’Economist è comunista. Che ne direbbe di una ciulatina? I direttori dei giornali devono cambiare mestiere. Bertolaso uomo della Provvidenza. La legge Cirielli. Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino. Sempre stato assolto. La stampa estera copia da Unità e Repubblica. Napolitano è comunista.
Giustizia a orologeria. L’amico Minzo. I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Telekom Serbia è tutta una tangente. I brogli di Prodi. La commissione Mitrokhin. La giusta amnistia. I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime. Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni. Ho 109 processi. Sarkozy ha imparato da me. Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.
Il Popolo delle Libertà. Obama abbronzato. Il miracolo della ricostruzione dell’Aquila. Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini. Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes. Il Family Day. Che fate, ragazze, mi toccate il culo? Mille giudici si occupano di me. Agostino, trova una parte ad Antonella: è impazzita, racconta cose in giro. Lodo Alfano. La Consulta è comunista. Legittimo impedimento. Partito dell’Amore e sinistra dell’odio. Il padre di Noemi autista di Craxi. Prescrizione breve.
Mai frequentato minorenni. Le mani nelle tasche degli italiani. La signora Lario mente. Processo breve. Vedi, Patrizia, tu devi toccarti. La privacy. Processo lungo. Candido Lampedusa al Nobel per la Pace. Caro dottor Fede, cioè volevo dire Vespa. Ruby nipote
di Mubarak. Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo. La legge anticorruzione. La mia fidanzatina. Siamo tutti intercettati. Solo cene eleganti. Riformare le intercettazioni. Pagavo Ruby perchè non si prostituisse.
La rapina Mondadori. L’amico Lavitola. Me ne vado da questo Paese di merda. Il miglior premier degli ultimi 150 anni. Culona inchiavabile. L’amico Gianpi. Faccio il premier a tempo perso. La maggioranza è coesa. Ho i numeri alla Camera. Traditori. Mi dimetto.
Sic transit gloria immundi








